Struttura dei Palos: Cartagenera

Cartagenera

Da Cartagena, città in provincia di Murcia.

La Cartagenera è un cante composto da 4 o 5 versi ottosillabi. Appartiene alla famiglia dei cosiddetti “cantes de Levante”, ed in particolare ai “cantes de las minas” i cantes dedicati alla vita delle miniere.

L’origine di questo cante risiede nel fandango proprio del folklore di Cartagena, ma dalla fine del secolo XIX fa parte del flamenco grazie all’opera di alcuni suoi abili esecutori, fra i quali la famosissima Concepción “Concha” la Peñaranda, cantaora seguace della scuola di Antonio Grau Mora, “El Rojo El Alpargatero”, ambedue grandi interpreti dei cantes levantini. Ricardo Molina e Antonio Mairena, nel trattato “Mundo y formas del Cante flamenco”, affermano che L’epoca d’oro della cartagenera coincise con quella della malagueña, fra il 1890 e il 1920.

Il grandissimo Antonio Chacón contribuì alla crescita artistica di questo cante ed alla sua diffusione fra gli aficionados di tutta la Spagna. Molti furono i cantaores che ne seguirono l’esempio stilistico, che andava di pari passo con lo sviluppo del cante por malagueñas, sempre ad opera del grande maestro jerezano. Chacón si appassionò incredibilmente ai cantes de levante, tanto da compiere frequenti viaggi nelle terre murciane, a Cartagena,  La Unión, Los Alcazares invitato principalmente da El Rojo El Alpargatero, con il quale era molto amico. Grazie a questa assidua frequentazione dei cantes di levante, Chacón giunse ad evolverli con una perfezione incredibile, creando anche uno stile personale di cartagenera, oggi molto diffuso, esemplificato dalla letra:

“Si vas a San Antolín / a la derecha te inclinas / veras en el primer camarín / a la Pastora Divina / que es vivo retrato a ti”

(Se vai a San Antolín/ tieni la destra/ e vedrai nella prima stanza/ la Pastora Divina /che è un vivido ritratto tuo)

Al di là della scuola influenzata da Chacón, altri grandi interpreti che contribuirono alla crescita della Cartagenera sono stati Manuel Torre, Pastora Pavón “la niña de los Peines”, e El Niño Escasena.

Pur essendo un cante minero, la Cartagenera non si caratterizza per letras di tema legato al mondo delle miniere, proprio perché si tratta di un cante urbano, a differenza di quanto accade nelle tarantas o nelle mineras: da questo si coglie che i cantaores che svilupparono la Cartagenera non avevano nulla a che fare con la vita delle miniere.

Fra i cantes di levante, la Cartagenera è frequentemente rappresentata nella discografia, più di altri stili En la mina Lloraba un viejo minero Y en la boca de una mina Y en sus entrañas pasé La alegría de mi vía Y ahora no me pueo valé (Nella miniera/ piangeva un vecchio minatore/ All’imboccatura di una miniera/ nelle sue viscere passai/ l’allegria della mia vita/ e ora non mi posso far forza)

sabina

Sabina ha iniziato a ballare prima ancora che a camminare. E forse non sa ancora camminare tanto bene neppure adesso, perché senza danza non può proprio stare. Danza come espressione e comunicazione e come maniera per esistere