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Puente Genil, cittadina di 28.000 abitanti a sud di Cordova, non sarebbe la stessa se non ci fosse il fiume Genil che la attraversa e che fin dall'antichità esercitò una chiara influenza su tutto il territorio limitrofo.

Nella zona ci sono parecchi siti archeologici, come la Villa Romana di Fuente Álamo, del secolo IV d.c., i cui splendidi mosaici si possono ammirare nel chiostro dell'antico convento de la Victoria. Quivi è ubicato il Museo Arqueológico Municipal, in cui possiamo vedere repertiche vanno dalla Preistoria fino al Medioevo, fra i quali spiccano quelli romani di Fuente Álamo, quelli ispano-visigoti della necropoli de los Castellares e quelli arabi provenienti da Castillo Anzur, torretta musulmana del X secolo, che domina la città e i suoi dintorni.

La prima edificazione della città fu nel XIII secolo, ed è legata alla conquista di Córdoba da parte delle truppe del  Re Fernando III, il Santo, e venne chiamata Pontón de Don Gonzalo fino a che Villa Pontón de Don Gonzalo si unì con il nucleo abitato di Miragenil, formando nel XVI secolo sulla riva sinistra del fiume Genil la città di Puente Genil, che perteneva al Marchesato di Estepa.

 

Puente Genil ci offre interessanti opere architettoniche, prevalentemente di carattere religioso, ma la più significativa, soprattutto come simbolo, è il ponte sul Genil.

La prima edificazione del ponte di pietra risale al 1561, su commissione di Hernán Ruiz II, che intendeva sostituire il vecchio pontaccio di legno. I due archi gemelli furono opera posteriore, realizzata nel 1703, e l'originale arco a volta di mattoni fu opera dell'architetto francese Leopoldo Lemonier nel 1874.


Buon esempio di architettura civile sono le sue case signorili, come la Casa-Palazzo dei Duchi di Medinaceli, quella della famiglia Ximénez-Montilla, quella della famiglia Reina o quella di Leopoldo Lemonier. La Casa de la Aurora e quella de la Alianza sono buoni esempio di architettura industriale di fine '800.

Il patrimonio artistico di Puente Genil risale al XVI secolo, come si nota dalla Parroquia Matriz de Ntra. Sra. de la Purificación e dalla Ermita del Dulce Nombre de Jesús, di architettura mudéjar di stile popolare.

 

Ma è stato con il barocco che ha raggiunto il suo massimo splendore architettonico, come il convento di San Francisco de la Asunción che ospita la migliore collezione di quadri barocchi della zona, ritratti e paesaggi, e il convento di San Francisco de la Victoria che ci offre un meraviglioso patio con portici del 1725.

L'Ermita de la Vera-Cruz è del 1644, ma l'opera non venne mai portata a termine, e quindi è rimasta piccola. Ospita un dipinto barocco opera dell'artista Pedro de Mena Gutiérrez di Lucena.

La chiesa di Ntra. Sra. de la Concepción, patrona della città dal 1650, fu costruita a metà del secolo XVIII. Notevoli la pala d'altare, la cupola ovale e le grandi decorazioni in gesso di stile popolare.

 

A cavallo fra barocco e neoclassico possiamo visitare la Parroquia de Ntro. Padre Jesús Nazareno, in cui si venera il “Terrible”, nome attribuito all'immagine di Gesù del 1622 attribuita allo scultore Pablo de Rojas. La costruzione della chiesa è iniziata nel secolo XVI, ma subì varie ristrutturazioni.

 

Opere contemporanee sono la chiesa di San José con due torri gemelle e una grande cupola rossa, La Realeza de María di stile neoromanico, la chiese del Carmen e la chiesa di Nuestra Señora de los Desamparados, entrambe di stile neogotico.

Notevole nella chiesa del Carmen l'immagine di Gesù risorto, opera di Alonso de Mena, del 1636.