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Antonio José Mejías Portero, Antonio Mejías

 

antonio_mejias_allo_spettacolo_del_mosaico_2007_200Nasce nel 1979 a Montilla, in provincia di Córdoba. Attualmente risiede a Priego de Córdoba.

Nel 1997 comincia ad avventurarsi nel mondo del flamenco cantando in feste e sagre del suo paese natale e delle località limitrofe. Da allora prende la decisione di dedicarsi anima e corpo al cante, studiando e migliorando ogni giorno, e soprattutto impegnandosi a cantare di cuore in ogni spettacolo.

Nel 2000 comincia a prendere parte a concorsi, collezionando da subito vari premi.

A partire da questo momento condivide il palco con figure di primo rilievo del campo del flamenco in festival ed eventi vari. Nello stesso tempo ha cantato in diverse occasioni per accompagnare il baile, anche internazionalmente, in Francia, Svizzera, Italia, Inghilterra e Vietnam.

 

Alcuni dei premi che ha ottenuto:

 Secondo premio concorso di cante de las minas de La Union (Murcia) 2006 e 2009

Primer premio concorso Nazionale di Cordoba 2011

Premio por Siguiriyas al festival di cante de las minas de La Union (Murcia) 2005

Premio Nacional Memorial Camarón de la Isla a San Fernando (Cádiz)

2005 Concurso Nacional de la Subbética 2004

Premio Casa del Arte Antonio Mairena 2003

Primo premio por Bulerías di Mairena del Alcor (Sevilla)

Cala de Mijas 2003

Sanlucar de Barrameda (Cádiz) 2004

Premio nacional de los cantes de Lucena, Lucena (Córdoba) 2002

Jóvenes Flamencos della Diputación Provincial de Córdoba 2000

 

Il cante di Antonio Mejías

Antonio José Mejías è un cantaor che si è guadagnato il sincero appoggio degli aficionados ed è considerato come il giovane con maggiori speranze fra i flamenchi di Cordoba. Le caratteristiche della sua interpretazione del cante sono la grande partecipazione emozionale (al festival de La Union del 2005, dopo aver cantato la Siguiriya che gliantonio_mejias_marcello_porceddu_antonio_porro_mosaico_300 è valsa il premio, era così coinvolto emozionalmente che ha fatto quasi fatica ad alzarsi dalla sedia per ringraziare il pubblico e accogliere gli applausi), aliena alle esagerazioni e quindi di grande coinvolgimento. Padroneggia parecchi palos, con libertà interpretativa. Ha un grande controllo della voce, sa come usarla, tanto da cantare senza microfono ai festival estivi, quando il pubblico glielo richiede. La sua profonda familiarità con i cantes della sua zona di origine, i fandangos, gli rende possibile interpretarli con una libertà espressiva notevole.

L’amore per la sua terra gli fa cantare alla Cata Flamenca di Montilla, il festival che la peña flamenca El Lucero organizza ogni anno, e che da qualche anno lo invita, con orgoglio, questa letra:

 

“En esta tierra hé nacío,

de viña y de olivares

donde me criaron mis padres

Por esto nunca te olvío

Montilla eres mi sangre”

 

Il primo cd

Esce nel 2007 il suo primo cd personale, “Amores Ocultos”

Accompagnato alla chitarra da Antonio Carrión, da Pedro Sierra, e da Juan Manuel Moreno, al piano da Matica, al basso da Javier López, alle percussioni da José María "El vampiro", alle palmas da Cristian Mejías e El Cabra.

La struttura del disco è molto accattivante: i primi brani sono piuttosto orecchiabili, ma rimangono sempre interessanti dal punto di vista musicale e molto legati alla tradizione del buon flamenco. Quanto più si procede nell'ascolto, tanto più si resta affascinati dai brani successivi, più complessi, dedicati a generi musicali più impegnativi.

La voce di Mejías è un vero miracolo.

Il cd ha avuto successo ed è stato trasmesso in tutte le radio di Spagna.

Una volta stava cantando in una peña flamenca e lo posero in contatto con lo scrittore Francisco Romero. Romero si innamorò del suo cante e gli propose di mettere in musica e incidere i versi del suo libro Amores ocultos. Antonio aveva già in mente di incidere qualcosa e coglie al volo l’offerta.

Ha fatto gli arrangiamenti dei testi per adattarli alle metriche e agli accenti del Flamenco e ha composto le melodie.

I brani del cd comprendono: bulerías, alegrías, tangos, soleares, siguiriyas, minera, fandangos, granaínas, peteneras…

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Intervista ad Antonio Mejías

di Melissa Mattiussi

(Intervista pubblicata sul sito www.milanodabere.it)


Canta flamenco da quando aveva 5 anni, la promessa andalusa dalla voce portentosa.

Originario di Montilla (Cordoba) in Andalusia, Antonio Mejías Portero, canta da quando aveva 5 anni.

E' una delle voci più promettenti del cante flamenco ed è venuto in Italia per partecipare allo spettacolo del Mosaico Danza e per promuovere il suo album Amores Ocultos.

Ecco cosa abbiamo scoperto di lui...

Antonio, come ti sei avvicinato al flamenco?

"Non è che qualcuno ti dice di farlo, ti ci trovi immerso nel flamenco. Son da sempre collegato ad esso grazie al luogo dove sono nato, l'Andalusia. Tutto ebbe inizio quando la sorella di mia nonna, che aveva una bella voce ma non poteva diventare cantante poichè era una donna, venne sentita cantare da Rafael Farina, grande cantaor. Non potendo però realizzare il suo sogno, desiderava che qualcuno in famiglia diventasse una grande voce flamenca."

Qual è il ruolo dell'improvvisazione nel flamenco?

"E' fondamentale. Se c'è il calore del pubblico l'artista si sente più stimolato e dà più respiro anche all'improvvisazione. Ma c'è dietro sempre molta tecnica."

Qual è la risposta dei giovani verso il flamenco in Andalusia? E come si relazionano con un cantaor giovane come te?

"Spesso i più giovani pensano che sia parte solo della cultura dei nonni. Però, attraverso il lavoro delle peñas flamencas vi è una grande diffusione e c'è molto appoggio.

Al mio paese, Montilla, ci sono tanti cantaores della mia età, mentre a Cordoba va forte la chitarra. Vedi, a Siviglia e Cadice il flamenco sopravvive grazie al turismo, invece nelle mie zone dobbiamo basarci solo sull'approfondimento dello studio.

"Come mai hai accettato subito l'invito a venire in Italia per partecipare allo spettacolo de Il Mosaico Danza?

"Era da tempo che volevo conoscere l'Italia e portare la mia arte anche qui...

"Cosa deve avere un bravo interprete?

"Per interpretare bene un brano devi aver vissuto intensamente. Sul palco devi rielaborare le emozioni ed amplificarle. Serve anche un po' di nervosismo, se non sei nervoso non va bene, vuol dire che non ti importa molto della cosa che stai per fare. Bisogna essere responsabili nei confronti del pubblico e sorprenderlo.

"Perchè il flamenco fa così male al fisico, nel senso che gli sforzi nel cante e nel baile, soprattutto, portano a sentirsi il corpo distrutto?

"Il flamenco è sofferenza, fatica, smuove qualcosa dentro. Cantare, ballare o suonare libera dalla tensione. In tutte le culture antiche si usa la musica come una sorta di esorcismo per allontanare la fame, la fatica del lavoro.

"Quali bailaores e bailaoras ti piacciono?

"Molti, per esempio la Yerbabuena, Antonio Canales, Matilde Coral e anche Joaquín Cortés.

"Cosa consigli a chi studia flamenco?

"Di studiare molto, ascoltare dischi di Maestri del passato e imparare a cogliere le diverse sfumature.

"Oggi ci sono molti gruppi spagnoli che rielaborano suoni flamenchi, come gli Ojos de Brujos o Chambao. Cosa ne pensi?

"Mi piacciono, ma non è flamenco. E' bello che si aggiungano altri strumenti, ma il flamenco nasce dal cante, dalle palmas (battito delle mani, ndr) e dalla chitarra.

"Quali altre passioni hai?

"Il calcio, tifo per il Real Betis, e la cucina. Mi piace molto la pasta e la preparo anche!"

E a quale piatto paragoneresti il flamenco?

"Ah... difficile. Credo a jamon y tinto! (prosciutto e vino rosso, ndr.)Antonio Mejías a Milano ha cantato per gli spettacoli di fine anno dei corsi di Sabina Todaro del Mosaico Danza:

"El flamenco como suena" del 2007, "Sentido flamenco" del 2008, "Cuerpo sensible, pensamiento sin limite" del 2009, "De todo corazon" del 2010, "La suerte de tenerte" del 2011.

 

 

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