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Garrotín

Garrotín deriva etimologicamente da “garrote” bastone spesso e resistente, e ancora più direttamente da “garrotiada”, parola  asturiana che indica la trebbiatura (trilla) fatta a bastonate, nella quale i lavoranti si riunivano per sgranare il grano a colpi di bastone, cosa che indica quanto il Garrotin sia da collegare ai canti di tipo “trillero”.

Detto per inciso, i canti trilleros derivano da antichi canti che erano molto in voga nel Mediovo.

Dato il carattere precario dei lavoratori stagionali dei campi, e le loro condizioni  di non completa sedentrietà, non deve stupire che tutti i canti di lavoro agricolo della penisola presentino fra di looro delle similitudini, ancorché indipendenti dal legame della lingua, che sia castigliana, valenciano, galiziano o maiorchino, cosa che è facile verificare sfogliando la “Magna Antologia Folklorica” di Garcia Matos.

 

Pastora Pavon lo evolse e lo arricchì, rendendolo non più soltanto cante di accompagnamento al baile ma anche cante de alante, solo da ascolto. In questo modo lo hanno cantato anche tanti altri,come Antonio Mairena, José Menese e soprattutto Rafael Romero, che ne è stato un grande interprete.
Degna di nota l’interpretazione del Garrotín per chitarra di Manolo Sanlucar e quella di Rafael Riqueni.