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Julio Romero de Torres dipinse preferibilmente figure femminili, more dal profondo sguardo misterioso, produssero scandalo nei primi trent'anni del novecento per la potente  carica erotica che offrivano attraverso la loro seminudità.

 

julioromerodetorres05_200IL 9 novembre del 1874 Julio Romero de Torres nasce niente meno che nel museo provinciale di belle arti della famosa città andalusa di Cordoba.Invidiabile culla per un artista, suo padre, Rafael Romero Barros, pittore ed incaricato del museo (incarico simile a quello del padre del malaghese Picasso) è stato anch'egli superato per fama e successo da suo figlio Julio.
Julio Romero de Torres incomincia la sua vita artistica in un'epoca di correnti pittoriche contrastanti; l'impressionismo, nato in Francia, era seguito in Spagna da Darío de Regoyos ed insegnò a Joaquín Sorolla a dipingere la luce mediterranea;Il ritrattismo fotografico uscito dai pennelli di Federico de Madrazo; il realismo di courbet; il preziosismo del catalano Fortuny; il simbolismo francese, il preraffaellismo inglese; il romanticismo, ispiratore di suo padre e maestro...l'artista accumulò informazioni, tendenze, gusto personale e mestiere.

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E con gli andirivieni propri di ogni artista finisce col dipingere sinuose ragazze more, zingaresche, con una solida tecnica accademica e un leggero tocco impressionista. Il contorno è marcatamente folclorico; chitarre, otri, scialli di Manila, ventagli.
Durante il suo soggiorno a Madrid conosce i più insigni personaggi dell'epoca; partecipa a "tertulias" con Ortega e Gasset, Jacinto Benavente, Manuel e Antonio Machado,  Pérez de Ayala ed i fratelli Álvarez Quintero. Conosce Joaquín Costa,  ed intavola una stretta amicizia con Ramón del Valle Inclán. Con questi partecipa alla tertulia notturna del Café Nuevo Levante, alla quale assistono artisti ed intellettuali del calibro dei fratelli Baroja, Ignacio Zuloaga, José Gutiérrez Solana, Rafael de Penagos...
jrteresa_wilms_200Fa amicizia con un giovane promesso torero molto discusso, Juan Belmonte, lo dipingerà per i posteri. Rafael González "Machaquito" già importante figura della tauromachia, viene anch'egli immortalato dal ritrattista cordovano.
All'età di 56 anni, nel 1930, con gli allori della gloria muore nella sua casa di Plaza del Potro, a Cordoba. In segno di lutto chiudono taverne e commerci; il suo feretro viene esposto nel Museo Provinciale, la sua ultima dimora è il cimitero di San Rafael, il terreno della sua tomba viene ceduto dal municipio della sua Cordoba natale, dove posteriormente viene eretto un monumento.

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Oggigiorno c'è chi definisce la sua pittura folclorica e paesana, e per altri neanche quello; al massimo è l'autore della mora adolescente riprodotta sulla volta della vecchia banconota da 100 pesetas oltre che dei calendari della ditta di esplosivi Riotinto che si appendevano nelle taverne. Discriminazione ingiusta di un artista che ha trionfato nella vita come pochi, è che è stato ammirato e riconosciuto dagli intellettuali della generazione del novantanove.

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Nei suoi anni trionfali Romero de Torres era assediato da un cero tipo di donne dallo stesso entusiasmo e stoltezza con il quale oggi fan corte a qualsiasi figura del frivolo mondo dello spettacolo.
La stessa pubescente la cui immagine venne raffigurata sulla banconota da 100 pesetas,  María Teresa López, è stata per le male lingue amante del pittore. Dopo quasi un cinquantennio, essendo quasi settantenne, la modella lamentava che questo brusio le impedì di sposarsi.
Certo è che Romero de Torres con il suo sguardo profondo e slanciata figura, col mantello e cappello cordovano, ebbe a creare infiniti strepitii nella mente della moltitudine di donne che lo conobbero.
E asserito che producesse un certo morbo visto che le sue esposizioni erano piene di tele che ritraevano nudità femminili.

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