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Tango

Il Tango è tradizionalmente un cante con copla di 3 o 4 versi ottosillabi, come la maggior parte dei palos flamenchi, ed è sicuramente uno segli stili più importanti ed antichi del flamenco. Si possono aggiungere ritornelli alla strofa principale, cosa che si sente molto di frequente, come avviene anche por alegrías.

E’ un palo in cui la componente ritmica è estremamente importante, e costituisce, insieme con la bulería, l’anima della festa flamenca.

Il suo ritmo vivace e molto ben scandito, in 4/4, rende il tango moto adatto alla danza, brillante ed espressivo.

I Tangos (come i Tientos) si suonano solitamente su scala andalusa, ma anche su scala maggiore e su scala minore, e a volte accade che nello stesso brano vengano cantate letras su scale diverse.

Si suonano “por medio” (la, si bemolle, re minore, do7), e qualche volta “por arriba” (mi, fa, la minore, sol7). A volte si usano anche altri toni, come mi7 o sol minore

Di grande importanza nello sviluppo del palo sono state le innovazioni di Camarón de la Isla: il tangos ha acquisito, grazie al grande cantaor, il carattere informale e aperto della bulería, diventandone quasi un “cugino“ binario.

Etimologia del termine Tango

L’etimologia del nome è ancora oscura: sono state avanzate moltissime ipotesi, ma nessuna risulta convincente.

Il termine Tango è un vocabolo tipico della lingua spagnola, e indica parecchie divese realtà musicali, compreso il Tango Argentino o il Tango europeo, il Tango Finlandese... la confusione risulta quindi inevitabile. L’unica parentela fra i diversi generi è la coincidenza di nome, e risulta evidente che il tango flamenco non ha nulla a che vedere con il tango argentino.

Il nome ha un’origine onomatopeica, da “tang”, suono percussivo, rimbombo, ed è forse connesso con l’etimologia latina, con il verbo tangere, toccare.

Il termine tango si riferisce anche ad una danza, ballata sul tamburello durante le feste dei neri, tipica di alcune zone delle isole Canarie e soprattutto dell’ isola di Hierro.

Il tango andaluso è stato anche chiamato tango gitano o tango flamenco, proprio per differenziarlo dal tango argentino e per sottolineare l’origine gitana dei suoi esecutori migliori.

Il termine Tango appare per la prima volta in un’opera, il capitolo “Bailes de Cádiz” del manoscritto “Apuntes para la desocupación de la ciudad de Cádiz”, di D. F. De Sisto, dell’anno 1814, come sinonimo di festa e riunione di danza della gente di Cadice.

Analogie e differenze con los tientos

La differenza più evidente fra Tangos e Tientos è che los Tangos si caratterizzano per un ritmo marcato, mentre los tientos usano un compás con più pause e un fraseggio più largo, allungando e recuperando continuamente, cosa che crea un‘atmosfera nostalgica.

Los tangos possono avere un ritmo più accelerato rispetto ai tientos, ma non esiste una regola universale, ed è la mano destra del chitarrista a determinare l‘”aire“ del brano. Versi e melodie di tientos e di tangos sono molto simili e diciamo abbastanza intercambiabili, anche se alcuni sono per tradizione adatti a una sola forma, e non verrebbero usati per l’altra.

 

Tipi di tangos

Esistono parecchie varianti di tangos, che presentano importanti differenze di struttura, di scala, di melodia, di tematica delle letras, di velocità, ma una caratteristica comune a tutti i tangos è il fatto di essere adatti alla danza.

Si diffonde in tutta la bassa Andalucía e in Extremadura.

Ecco una serie di possibili generi di tangos:

Tangos de Cádiz, in particolare Tango de Jerez o di Frijones

Tango de Málaga o del Piyayo Tangos de la Repompa Tango del guruguru (le cui letras terminano con un estribillo: “al guruguru, al guruguru, al guruguru ay”)

Tangos de Granada (quello con le maggiori varietà: Tangos del Cerro, Tangos del camino, Tango del Sacromonte...)

Tangos de Sevilla e in particolare de Triana Tango extremeño (creato dai gitani della Plaza Alta di Badajoz, in Estremadura, su influenza del Tango de Granada, con echi portoghesi, e reso famoso soprattutto dalle versioni discografiche di Camaron)

 

Il baile por tangos

Di solito si attribuisce lo sviluppo se non la creazione stessa del baile por Tangos e por Tientos al trianero Faíco (1880-1938) e al madrileno Joaquín el Feo (1880-1940).

Sono in pochi i bailaores che godono delle grandi possibilità di questo compás.

Il tango è sensuale ed emozionale, ed offre possibilità di sfumature. Va più in profondità rispetto ad una rumba gitana, con la quale condivide velocità e compás.

 

Il baile fa uso di ‘llamadas’ di uno o più compás, accentuate all’inizio della frase, simili a quelle usate nella Farruca. Il compás di tangos e tientos si presta all’improvvisazione. Oltre ad essere strutturato su misure di 8, gli artisti con esperienza sono in grado di elaborare frasi di 4 e persino di 2 tempi, spesso per seguire il cante. Questa flessibilità porta un arricchimento e rende possibile l’evoluzione costante di Tangos e Tientos.

 

Si interpreta con movimenti agili, aggraziati, vivaci, maliziosi e scherzosi. Si presta molto bene all’improvvisazione e favorisce l’interpretazione personale ed è un palo danzato anche da chi non è un esperto nel baile, non richiedendo necessariamente abilità professionali o capacità particolari che non siano la gioia di vivere e l’ironia.

 

Origini ed evoluzione del tango

Riguardo alle origini geografiche del tango, i flamencologi le individuano nella zona di Cádiz o in quella di Sevilla.

La data della sua comparsa è incerta, ma la tradizione orale della cultura gitana ne conferma l’esistenza, sia a Sevilla che a Cádiz e si può dire che a Triana si sia cantato por tangos da sempre per accompagnare la danza. Probabilmente gli antichi cantes usati nelle feste e per le danze fino al 1880 altro non erano che i progenitori dell’odierno tango. Le loro caratteristiche erano la danzabilità e la forte base ritmica, componenti tipiche delle zone di Jerez, Triana, Cádiz, Puerto Real e Puerto de Santa Maria. Seguendo la costa mediterranea della provincia di Cádiz giungono a Málaga, città nella quale acquisirono una particolare caratteristica: a differenza dei tangos di Cádiz o di Sevilla, i tangos di Jerez e di Málaga vengono influenzati più dalla zona geografica in cui nascono e si evolvono che dalla creatività del singolo interprete del genere. In realtà la natura stessa del tangos si presta ad una interpretazione molto personale che permette ad ogni cantaor di creare incessantemente, come accade per le bulerías, dando vita a continue innovazioni ed evoluzioni del palo.

 

A metà dell’800 il Tango diviene tanto di moda che spessissimo gli autori di Zarzuela, l’operetta spagnola, decidono di inserirlo nelle loro opere, alla ricerca del consenso del pubblico. A Jerez de la Frontera, Curro Frijones crea un tango personale, molto lento, che ha avuto seguito a Jerez.

Il tango a Málaga diviene ancor più legato alla libera e personale interpretazione del cantaor: La Pirula, La Repompa, El Piyayo fecero scuola.

 

Fondamentale nello sviluppo del palo è il contributo della sevillana Pastora Pavón “La Niña de los Peines”, che ha sviluppato il tango de Triana, colei che maggiormente lo divulgò e lo arricchì: addirittura deve il suo nome d’arte ad una letra por tango che la rese famosa ai suoi esordi:

“Peínate tú con mis peines

que mis peines son de azúcar

quien con mis peines se peina

hasta los dedos se chupa”

(Pettinati con imiei pettini/ che i miei pettini sono di zucchero/ Chi si pettina con i miei pettini/ si succhia persino le dita).

 

Grazie ad alcune figure di spicco del cante il tango ha potuto crescere artisticamente: Enrique El Mellizo, Aurelio de Cádiz, La Niña de los Peines, El Titi de Triana, Manuel Torre, Tomás Pavón, Juan Mojama, Manuel Vallejo, El Sevillano, El Borrico, Pepe de La Matrona, Antonio Mairena, La Perla de Cádiz...

Oggi giorno il tango fa parte del repertorio della maggior parte dei cantaores, che spessissimo cominciano lo spettacolo o il disco con un tango. Fra i cantaores di tangos di oggi possiamo raccomandare l’ascolto di José Mercé, Juana del Revuelo, La Macanita, José Menese, Aurora Vargas, Esperanza Fernandez ecc.

Da diversi anni i gitani dell’Estremadura, ed in particolare Juan Cantero, hanno diffuso una particolare forma di tango, che dè stata parecchio di moda nei tablaos di Madrid, e che da lì è entrata nell’uso dei cantaores.

Altre importanti innovazioni sono quelle apportate da José Monje Cruz “Camarón de la Isla e da Enrique Morente, che hanno sviluppato un modo di cantare tango che qualcuno considera quasi un altro palo, la canastera, originaria di Granada e in parte di Jaén.

Letras di Tango de Granada:

Ponte guapa Mariquilla

Que te voy a traer esta noche

A la feria de Sevilla

(Mettiti elegante, Mariquilla/ che ti porto questa sera/ Alla feria di Sevilla)

 

Gitana si me quisieras

Te compraria en Grana’

La mejor cueva que hubiera

(Gitana, se tu mi amassi/  ti comprerei a Granada/ la miglior cueva- le grotte dove vivevano tradizionalmente i gitani di Granada nel Sacromonte- che ci fosse)

 

Letras di Tango de Triana:

Triana Triana, que bonita está Triana

Que bonita está Triana

Cuando le ponen al puente

Las banderitas gitanas (anche Banderas republicanas)

(Triana, Triana, che bella è Triana/ Che bella è Triana/ quando mettono al suo ponte/ le bandiere gitane- o le bandiere repubblicane)

 

Mañana, Mañana, te van a prender mañana

A todos los ojitos moros

Los van a prender mañana

Y tu que negros los tienes

Tendrás que esconder la cara

 (Domani, domani, ti prenderanno domani/ Tutti gli occhietti scuri/ li prenderanno domani/ e tu che li hai neri/ dovrai nascondere il viso)

 

Letra di tango di Cadice:

Si alguna vez vas por Cai pasa por barrio Santa María y tú verás a los gitanos como te cantan por alegría

(Se qualche volta vai a Cadice, passa nel quartiere di Santa Maria, e vedrai i gitani come cantano por Alegrias)

Coletilla tipica di Cadice:

Vales más millones que los clavelitos grana que se asoman por los balcones

(Vali più milioni/ dei garofani granata/ che si affacciano ai balconi)

 

Per le letras di Tango Extremeno vedere la pagina dedicata

 

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